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Antonello Losacco racconta Worlds Beyond: “Una nuova sfida per cambiare direzione sonora”

Si intitola Worlds Beyond l’ultimo lavoro discografico di Antonello Losacco pubblicato dall’etichetta GleAM Records. Un album il cui stile compositivo è caratterizzato da una forte componente descrittiva che si rifà a sonorità cinematiche, intrecciate con il jazz europeo e contemporaneo, mantenendo una spiccata vena melodica e una ricercatezza formale e timbrica negli arrangiamenti. Hanno partecipato a questa avventura Vitantonio Gasparro al vibrafono,  Vito Tenzone alla batteria con gli ospiti speciali Roberto Ottaviano al sax soprano e Badrya Razeem. Ecco il racconto di Antonello Losacco a Jazz Agenda.

Per cominciare l'intervista parliamo subito del disco: ti va di descriverlo brevemente ai lettori di Jazz Agenda?

Worlds Beyond a partire dal titolo che si presta a più letture e interpretazioni, racchiude una serie di composizioni originali firmate dal sottoscritto, ognuna delle quali ispirata da una riflessione, suggestione o momento di vita. Questo album, così come il precedente è inteso come una sorta di colonna sonora e quasi tutti i brani sono stati scritti e arrangiati appositamente per la formazione presente. Infatti l’idea centrale di suono si basa sul trio (vibrafono, basso 7 corde e batteria: Vitantonio Gasparro al vibrafono e Vito Tenzone alla batteria); impreziosita dal sax soprano di Roberto Ottaviano e dalla voce di Badrya Razem. Fondamentale è stata la connessione di intenti col discografico Angelo Mastronardi di GleAM Records. L’album inoltre è stato realizzato con supporto di Puglia Sounds record.

Raccontaci adesso la vostra storia: come è nato questo progetto e come si è evoluto nel tempo?

Nel 2022 è uscito il mio primo album da solista intitolato Respira, edito da GleAM Records, ed in esso la formazione era costituita da un duo pianoforte/bassi (contrabbasso e basso elettrico) e completata da un quartetto d’archi. Un album cinematico e descrittivo. Avevo quindi voglia di affrontare una nuova sfida e cambiare completamente direzione sonora. Ed infatti mi sono circondato da ben due percussionisti! Inoltre la centralità che riveste il mio ruolo in questo trio mi consente di esplorare appieno le possibilità del mio strumento e creare intrecci sonori inediti. In effetti non esiste nessun altro trio con le stesse caratteristiche. Il progetto è abbastanza “giovane” infatti dopo un paio di incontri con i musicisti presenti ho iniziato a scrivere ed arrangiare e dopo un mese eravamo in studio di registrazione.

Un disco per una band o per un artista può sintetizzare diverse cose: una fotografia del momento, un punto di arrivo o di partenza: per te cosa rappresenta?

Worlds Beyond è sicuramente la descrizione di un periodo artistico che sto vivendo ma che è sempre parte di un percorso in continua evoluzione e ricerca. Amo mantenere una coerenza espressiva e compositiva, così come ho necessità di guardare sempre oltre, appunto “Worlds Beyond”

Se parliamo dei tuoi riferimenti musicali cosa ti viene in mente? Ci sono degli artisti, noti o anche meno noti, che per te sono stati davvero importanti?

I miei gusti sono molto diversificati tra loro; da Metheny a Morricone, da John Williams a Samuele Bersani, da Bill Evans ai Police, da Miles, Shorter, Rollins, Brecker, Holdsworth, ad Avishai Cohen, Hans Zimmer, Wheeler, Aaron Parks, e così via. Ascolto anche artisti assolutamente contemporanei sia nel jazz, sia in altri generi. Mi piace anche molto la musica classica che a volte diventa un rifugio nel quale ritrovare bellezza, serenità, grandiosità ed eterno; penso a Ravel, Debussy, ma anche Scriabin, per arrivare a Bach, Beethoven, ora basta a scomodare questi geni nella mia intervista ah ah.

Come vedi il tuo progetto nel futuro? In sintesi quali potrebbero essere le evoluzioni legate alla tua musica?

Il mio desiderio più grande è quello di poter suonare il più possibile dal vivo con i musicisti presenti nell’album. In ogni nuova occasione di suonare insieme si crea qualcosa di nuovo, si perfeziona l’interazione, si esplorano i brani con occhi diversi. Sto già scrivendo nuove composizioni e arrangiamenti di standards da suonare con il trio o quartetto nelle prossime esibizioni. Le evoluzioni per il futuro potrebbero portarci a nuove collaborazioni, un nuovo album, chissà.

Chiudiamo con un ulteriore sguardo al futuro: hai qualche concerto in cantiere o qualche nuova registrazione da portare avanti?

Abbiamo già tenuto alcuni concerti, showcase e interviste. Ora siamo in fase di programmazione delle date per il 2024 sia in Italia, sia all’estero. Ci tengo a segnalare una data nella mia città, ovvero Bari, presso il Duke Jazz club, prevista per il 24 febbraio 2024. Le prossime date saranno pubblicate sui miei social (instagram e facebook). Ci tengo a ringraziare personalmente ed a nome del gruppo lo staff di GleAM Records e Jazz Agenda. Un saluto a tutti voi che leggerete queste righe.

 

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