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L’Orizzonte di Carmelo Venuto: “Il mare e la Sicilia la mia fonte di ispirazione”

 

Si intitola Orizzonte il disco d’esordio del chitarrista e compositore Carmelo Venuto uscito recentemente per l’etichetta GleAM Records. Un album che diventa punto d’incontro tra radici e la ricerca di sound jazzistico moderno e originale. Per il viaggio il leader ha scelto come compagni tre grandi musicisti ovvero, Rosario Di Leo al pianoforte, Riccardo Grosso al contrabbasso, Giuseppe Tringali alla batteria. Ecco il racconto di Carmelo Venuto a Jazz Agenda.

Per cominciare l'intervista parliamo subito del disco: ti va di descriverlo brevemente ai lettori di Jazz Agenda?

“Orizzonte” è uscito a giugno del 2023 per l’etichetta GleAM Records. La formazione, oltre che da me alla chitarra, è composta tre ottimi musicisti: Rosario Di Leo al piano, Riccardo Grosso al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria. In questo disco troverete otto tracce, tutte originali. Dai titoli si capisce che il mare e la Sicilia sono stati la mia fonte di ispirazione, anche solo nell’intenzione per la composizione dei brani. Un punto di partenza da cui ho cercato di esplorare le potenzialità dell’armonia modale e una visione moderna del jazz con al centro una grande attenzione per l’interplay e la contaminazione con altre musiche, vecchie e nuove.

Raccontaci adesso la tua storia: come è nato questo progetto e come si è evoluto nel tempo?

Per anni ho suonato prevalentemente il contrabbasso, ma la chitarra è stato il mio primo strumento. Da quando sono tornato a Catania (vivevo a Bologna) ho ripreso a studiarla, scoperto tanta musica nuova e iniziato a mettere giù delle idee da sviluppare, delle melodie o semplicemente dei groove. Finché non ho sentito l’esigenza di fermare quelle idee e quindi ho messo su il mio quartetto. Ho una grandissima stima per Rosario, Riccardo e Peppe, siamo amici da tanto tempo e abbiamo collaborato in tanti progetti, sapevo che con loro avrei trovato il giusto sound. Dalla prima prova ad ora abbiamo fatto tanta strada e spero di essere solo all’inizio.

Un disco per una band o per un artista può sintetizzare diverse cose: una fotografia del momento, un punto di arrivo o di partenza: per te cosa rappresenta?

Tutto questo insieme. E’ un modo per fotografare un momento, quando fai musica hai a che fare con aria e vibrazioni, la sensazione di poter “toccare” quello che hai fatto è potente. Ogni tanto lo prendo e lo guardo, è la prova che quello che ho in testa esiste. Ma “Orizzonte” è mio primo disco da leader quindi è sicuramente un punto di partenza, la prima mattonella di quello che vorrei diventasse il mio sound. Nello stesso tempo, dopo anni passati a studiare, suonare e registrare tanta musica, aver fatto il mio disco e trovato tante persone che credono in me, per primo Angelo Mastronardi della GleAM, è un bel punto di arrivo.

Se parliamo dei tuoi riferimenti musicali cosa ti viene in mente? Ci sono degli artisti, noti o anche meno noti, che per te sono stati davvero importanti?

Ho scoperto da poco la bellezza e la complessità del mondo di Jimmy Giuffre, con l’alternanza di parti scritte e improvvisate e l’uso del contrappunto, credo che mi abbia influenzato molto. Seguo molto la scena del jazz moderno, sicuramente sono stati importanti per me Gerald Clayton e Kurt Rosenwinkel, entrambi artisti che portano avanti un’idea aperta della musica jazz, con influenze che vanno dalla musica classica all’elettronica. Ma anche l’interplay di Bill Evans e Scott LaFaro, la magia dei Beatles, l’energia di James Brown, le composizioni di Shorter, il rullante di Anderson Paak, le canzoni di Louis Cole, gli arrangiamenti di Hiatus Kayote e molte altre cose…

Come vedi il tuo progetto nel futuro? In sintesi quali potrebbero essere le evoluzioni legate alla tua musica?

Sto già lavorando ai nuovi brani e non vedo l’ora di poterli suonare. Vorrei approfondire ancora l’interplay, riuscire a dilatare l’armonia e a fare muovere la musica in spazi più ampi e liberi.

Chiudiamo con un ulteriore sguardo al futuro: hai qualche concerto in cantiere o qualche nuova registrazione da portare avanti?

Quest’estate abbiamo presentato il disco in diversi festival in Sicilia, adesso sono al lavoro per i concerti invernali. Per noi isolani la prima sfida è raggiungere il “Continente”, riuscire a portare il più possibile in giro la mia musica per me è la cosa più importante al momento. Ho registrato una live session in primavera e per uno dei brani del disco c’è un videoclip in arrivo. Insomma nei prossimi mesi ci saranno delle novità, quindi invito chi fosse interessato a seguire le mie pagine su Facebook e Instagram. Grazie a Jazz Agenda per questa bella intervista e speriamo di vederci in giro al più presto!

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