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Giovanni Palombo Taccuino di Jazz Popolare: “un disco che ribadisce la mia trasversalità ai generi”

Pubblicato dall’etichetta Emme Record Label, Taccuino di Jazz Popolare è l’ultimo disco che porta la firma del chitarrista Giovanni Palombo: un progetto che fonde il jazz con la musica popolare e tradizione mediterranea in un unico linguaggio. La formazione che ha partecipato a queso lavoro discografico è completata da Gabriele Coen al sax e clarinetto,Benny Penazzi al violoncello,Francesco Savoretti alle percussioni, Alessandro D’Alessandro all’organetto e Pasquale Laino al sax ed electronics. Giovanni Palombo ha raccontato a Jazz Agenda questa sua ultima opera

Mi sono deciso a incidere il nuovo lavoro “Taccuino di Jazz Popolare” coinvolgendo soprattutto il mio quartetto “Camera Ensemble”, e dopo molti anni dalla uscita del CD di esordio del gruppo (Camera Ensemble, Helikonia Factory Rec., 2011). Nel frattempo avevo realizzato diversi lavori, ma tutti incentrati sulla chitarra, come “Tandem Desarpa” (F,net Records, 2012), in duo con Maurizio Brunod, poi “la Melodia Segreta” e “Retablo” (Acoustic Music Records, Germany 2011 e 2015), che testimoniano la mia appartenenza al fingerstyle (la tecnica di suonare chitarre acustiche e classiche con le dita della amno destra e non con il plettro), che contengono brani di sola chitarra. In concerto mi esibisco in solo, ma anche in duo e in gruppo con Camera Ensemble, e quindi a un certo punto ho sentito la prepotente esigenza di fare una nuova incisione che coinvolgesse questi miei aspetti, soprattutto il quartetto e il duo. Anche perché nel frattempo avevo scritto abbastanza materiale che volevo incidere.”

Giovanni Palombo ci racconta anche il percorso che ha portato alla nascita del disco Tacuino di Jazz Popolare:

Questo nuovo disco ribadisce la mia trasversalità ai generi, e l’incontro tra jazz, musica mediterranea e tradizioni popolari, fino a qualche eco di musica classica. Taccuino di Jazz Popolare è ricavato un vero block notes, come è illustrato nella copertina.  In esso le notazioni musicali e le idee nel corso del tempo sono diventate vere e proprie composizioni.  Il titolo mi girava in testa da molti anni, i brani attingono a un patrimonio musicale ampio, musiche diverse elaborate in un contesto jazz. Le composizioni sono tutte originali (tranne la piccola eccezione di Scarborough Fair, la nota canzone tradizionale inglese rielaborata insieme a Pasquale Laino in chiave folk-jazz), e sono eseguiti da Camera Ensemble  ache vede oltre a me Gabriele Coen al sax e clarinetto, Benny Penazzi al violoncello, e Francesco Savoretti alle percussioni. I duetti sono quello con chitarra-organetto, con Alessandro D’Alessandro e chitarra- sax/electronics con Pasquale Laino. L’insieme musicale del quartetto si esprime in modo cameristico, con arrangiamenti che diventano il vero punto d’incontro tra le sonorità di strumenti che si amalgamanoin modo originale: le corde di chitarra e violoncello, i fiati e le percussioni rimandano a suoni europei e mediterranei. La componente melodica è molto importante, ma anche la presenza di tessiture jazz e di spazi improvvisativi ha il suo peso. Il tutto pone questa musica nell’ambito del jazz italiano originale e appunto di crossing ai generi.”

Per concludere Giovanni Palombo ci racconta anche qualche dettaglio sui brani del disco:

Un gruppo di riferimento per me è stato ed è sicuramente quello degli Oregon, e infatti il disco si apre con A Touch of Oregon, un omaggio a questo gruppo e in particolare al chitarrista e compositore della band Ralph Towner. Scarborough Fair è come dicevo un'antica canzone folk che viene interpretata in una chiave folk-jazz. Retrobottega di Barbiere è un ricordo del maestro Gino Palombo, e del suggestivo racconto che mi faceva di un negozio di barbiere in cui negli anni ’40-’50 e ’60 lavoravano diversi musicisti per arrotondare. Con loro, quando potevano, il retrobottega si trasformava in una vera e propria sala prove. Folk Danza è una iprende come riferimento la danza popolare italiana, ed è suonato con organetto e chitarra, mentre Meltemi è una resa musicale del vento dell'Egeo. La Preghiera della Madre è un brano dedicato a mia madre. A Li Santi Vecchi Nun Se Dà Più Incenso trae spunto da un vecchio proverbio dialettale di Roma, il cui senso è più o meno "Nessuno onora i vecchi santi". Scena Tango, è una composizione che attinge chiaramente dalla tradizione musicale argentina, mentre Luna Rossa a Istanbul rappresenta la fotografia di un momento in cui la Luna, durante un’eclissi lunare vista proprio ad Istanbul, diventa di color rosso acceso. Il disco è stato registrato in una formula “live studio”, come si fa quasi sempre nel jazz. I brani sono eseguiti live dai musicisti in diverse take, di cui si scelgono poi le migliori versioni. Questo riporta nei brani registrati la potenzialità e l’effettivo suono della performance dal vivo.”  

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